Israele : nel futuro

 

 

"Così parla l'Eterno: Io torno a Sion, e dimorerò in mezzo a Gerusalemme; Gerusalemme si chiamerà la Città della fedeltà, e il monte dell'Eterno degli eserciti, Monte della santità."

                                                                                                                                        Zaccaria 8:3

 

 

Cari lettori, nella sezione di questo sito:"sentinella a che punto la notte?", abbiamo ampiamente visto come la storia volge inarrestabile verso quel grande giorno del ritorno del Signore Gesù Cristo sulla terra per stabilire il Suo Regno. Ora ci poniamo delle domande: che ruolo avrà il popolo d'Israele negli anni che che precederanno tale evento? Le profezie bibliche ci danno qualche indicazione su quello che accadrà, a questo popolo,negli ultimi giorni? La risposta alla prima domanda è molto semplice, perchè se come sta scritto nella Bibbia, Gesù quando tornerà poggerà i suoi piedi sul monte Degli Ulivi a Gerusalemme e che in questa città Egli stabilirà il suo trono per tutto il Millennio, possiamo facilmente capire che per Dio Israele è il luogo più importante di questo pianeta terra.

 

Dal 1948 in poi (anno in cui nacque lo stato d'Israele)per la storia è cominciato una specie di conto alla rovescia, si può ben dire che esso e diventato l'orologio di Dio. IL nostro Creatore  ha dato inizio ad un processo inarrestabile che porterà alla restaurazione e alla conversione di tutta la nazione d'Israele, e al ritorno di Gesù sulla terra. Vogliamo ribadire un concetto importante già trattato n precedenza: anche se Dio sta guidando, in questi ultimi anni, gli eventi politici, a favore d'Israele non lo sta facendo perchè approva la sua politica e il suo operato, ma lo sta facendo solamente per garantirgli la sopravvivenza. L'Israele, attuale salvo qualche eccezione, è una nazione che vive nel peccato, nella ribellione e nella incredulità come tutte le altre nazioni ed è ben lontano dal realizzare la sua vocazione che era quella di essere la luce e il sale della terra.

 

Il governo israeliano attuale agisce con gli stessi metodi con cui agiscono quasi tutti gli altri: non c'è ne il timore e ne la fiducia in Dio a guidare il loro operato. Il popolo israeliano deve affrontare ogni giorno il problema della sicurezza e dell'incolumità personale: il pericolo può venire da fuori dal di dentro della nazione in ogni momento del giorno. Per proteggersi dai missili delle nazioni confinanti quasi in ogni abitazione viene scavato un rifugio nel terreno, vengono distribuite a ogni famiglia maschere antigas per proteggersi in caso di attacco con armi chimiche. Negli ultimi anni stanno addirittura innalzando un alto muro lungo centinaio di chilometri, che secondo i loro progetti e aspettative dovrebbe servire a difendere le proprie frontiere dall'infiltrazione di terroristi stranieri.

 

L'Israele attuale non pone la fiducia per la sua sopravvivenza nel Dio dei loro padri,Abramo ,Isacco e Giacobbe, ma altresì sulla potenza del suo esercito e su quella dei suoi alleati ( Stati Uniti, suo vitale alleato ). Anche se dal 1948 in poi nelle guerre che avuto con i paesi arabi e stato sempre vittorioso, oggigiorno è un paese che vive nella paura e nel timore dei suoi nemici. In questi ultimi anni abbiamo visto tanti tentativi, quasi sempre falliti, di stipulare qualche accordo di pace credibile e duraturo con i palestinesi; in cambio di questo essi hanno addirittura ceduto parte di territorio che storicamente gli appartiene ( Gerico e la Striscia di Gaza ).

Barattare la pace, con pezzi di una terra che Dio ha donato loro circa 3500 anni orsono non ha risolto ora e ne lo risolverà per il futuro il problema della pace con i paesi arabi confinanti. La volontà di Dio è che Israele possegga tutto il paese promesso, che come abbiamo visto in precedenza è molto più vasto di quello attuale, esso dovrebbe estendersi dal mare Libanese fino al fiume Eufrate. I popoli arabi confinanti e non, nonostante alcuni proclami propagandistici a favore della pace, essi non hanno avuto mai nessuna intenzione di riconoscere la legittimità dell'esistenza dello stato d'Israele, per loro il pensiero principale è quello di " cancellarlo dalla cartina geografica". Per dare una spiegazione verosimile al perchè di questo odio innato e implacabile, ancora una volta dobbiamo vedere quali sono i risvolti spirituali che fanno si che la storia vada in  una certa direzione.

 

Dalla Bibbia noi apprendiamo che l'ultimo e finale scontro di Satana con Dio Creatore si concentrerà proprio in questa piccola parte del mondo, perchè in questo luogo e intorno a questo popolo si concluderà il folle tentativo di Satana di sovvertire l'ordine del creato per avere la terra come suo regno. Satana conosce il suo futuro perchè, conosce la Bibbia e  ha ancora accesso al Cielo, per questo motivo lui ben sapendo che la sua fine è certa, man mano che vede avvicinarsi quel giorno, cercherà sempre con più violenza e cieco furore di distruggere coloro ( Israele e la Chiesa) che possiederanno quella che egli pensava di aver conquistato per se: la Terra. Considerando questo scenario, la Bibbia c'insegna che per Israele i problemi andranno, da qui alla fine andranno man mano aumentando fino al punto che arriverà il giorno in cui esso rimarrà da solo contro tutti gli eserciti del mondo capitanati dall'Anticristo.

 

Cosa accadrà i quei giorni? La Bibbia ci dice che proprio in quella più grande tribolazione della loro esistenza, essi come popolo tutto alzeranno gli occhi al Cielo, per implorare aiuto e liberazione a Dio, e avverrà che i loro occhi si apriranno e riconosceranno che il Cristo che avevano crocifisso era realmente il loro Messia. La Bibbia ci dice che essi guarderanno a Colui che hanno crocifisso ( Gesù il loro Messia che i loro e il oro padri hanno rigettato ) e faranno un cordoglio, per la loro passata incredulità simile a quello che si fa per la perdita di un figlio unico ( Zaccaria 12:10 ) e che un'intera nazione si convertirà e rinascerà in un giorno.

 Dei nemici d'Israele, cioè di tutte le nazioni che avranno, marciato verso la città di Gerusalemme, se ne occuperà direttamente Gesù in persona, dopo che i Suoi piedi si saranno poggiati sul monte Degli Ulivi, li consumerà con il soffio della sua bocca. Dio attraverso le rivelazioni profetiche non ci indica date precise intorno ai tempi in cui avverranno queste cose, perchè a Lui non interessa tanto che noi sappiamo quando tutto questo accadrà, ma piuttosto che l'umanità conosca quale sarà l'esito finale della storia.

 

Le rivelazioni profetiche daranno, a coloro che le serbano del continuo nella mente e nel cuore, la motivazione e la forza per restare fedeli a Dio anche nei momenti di grandi tribolazioni e d'incertezze. Se il popolo israeliano attuale, come abbiamo accennato prima, credesse in tutta la Bibbia, potrebbe vivere più sicuro e tranquillo, avendo fiducia in Dio e nelle sue promesse di salvezza. Abbiamo già visto in precedenza, al tempo delle sue origini, quando Israele doveva prendere possesso per la prima volta della terra promessa, in che modo miracoloso e straordinario, Dio faceva vincere tutte le battaglie ad un popolo che non aveva in se forza alcuna. Abbiamo altresì visto, che tutte le volte che Israele affrontava le battaglie facendo affidamento sulla forza del suo esercito veniva immancabilmente sconfitto dai suoi nemici. Purtroppo questo popolo non ancora imparato la lezione, continua ancora confidare esclusivamente nella sua propria forza e su quella dei cosi detti "popoli amici", per questo motivo, come la Bibbia ci rivela, per il prossimo futuro avrà ancora molto da soffrire per mezzo dei suoi nemici.

 

Lo stesso discorso vale anche per il resto dell'umanità, è scritto nella Bibbia che quello che è capitato a questo popolo nel corso della sua lunga storia, dovrebbe servire da ammonimento a tutti gli altri popoli e razze. Il monito è questo: chi rigetta Dio, la Sua conoscenza e la Sua Parola, di certo non prospererà ma andrà incontro alla rovina.

Attraverso questo sito, vorremmo rivolgere un accorato appello anche a coloro che non sono animati da buoni sentimenti verso Israele, di considerare la storia per imparare. La storia la fanno gli uomini con le loro opere, ma è diretta da Dio, essa andrà nella direzione voluta da Lui perchè Egli ha un piano ben preciso per il futuro. Se Dio nella Sua libertà ha scelto questo popolo per un compito speciale per il futuro, chi siamo noi da poter pensare di opporci e contrastare i suoi disegni? Solo chi è senza senno e senza giudizio potrebbe pensare ad una cosa del genere. La storia ci insegna che tutti i nemici di Dio e del Suo popolo, fino ad ora non hanno prosperato, ma  che hanno finito la loro esistenza in un modo tragico e miserevole.

Di fronte a tale evidenze e certezze, noi ci chiediamo: perchè non facciamo tutti un passo indietro, ci ravvediamo della nostra incredulità e ribellione, e accettiamo la volontà di Dio per questo mondo, che è BUONA e PERFETTA?

 

Possa essere questa la preghiera di ognuno di noi:" Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà . . . . "