LA  STORIA  D'ISRAELE

Parte II

( Dalla conquista del paese alla cattività a Babilonia )

 

 

 

Israele nella Terra promessa

( Israele guidato da giudici e profeti )

 

Dopo la morte Giosuè, Israele visse nel paese promesso per circa 500 anni senza essere governato ne da un governo unitario e ne da un vero e proprio capo. La Bibbia ci dice che in quel tempo ognuno faceva quello che gli pareva meglio. Essi avevano, come guida per la loro condotta la Legge data  da Dio a Mosè. Il rispetto e l’applicazione pratica di questa legge, la giustizia e il governo delle varie tribù, era affidato ad uomini anziani ed onorati chiamati giudici. La guida spirituale di questo popolo era affidata principalmente ai profeti ( iniziando da Mosè fino a Samuele ).

In tutto questo periodo storico Israele visse in un modo alterno tra pace e guerra, tra benessere e difficoltà, il loro stato di vita era legato al loro comportamento: se erano fedeli al Signore erano benedetti e prosperavano ma se non lo erano venivano invasi dai popoli vicini che erano perennemente loro nemici. Il racconto biblico ci dice che essi quando si trovano in grosse difficoltà, si pentivano dei loro peccati e invocavano l’aiuto di Dio, l quale nella Sua misericordia, faceva sorgere tra loro degli uomini valorosi che li guidavano alla vittoria .

Quasi tutti noi abbiamo sentito parlare di Sansone e di Gedeone, i due personaggi più famosi, ma oltre questi ce ne furono tantissimi altri, che Dio si usava di volta in volta per tirarli fuori dai guai. Quello che accadde in questo periodo storico in cui Israele ebbe una sorta di autogoverno ci mostra chiaramente la natura corruttibile e peccaminosa  del genere umano. Il popolo d’Israele, nonostante abitasse in un paese che “stillava latte e miele”, fu quasi sempre ingrato, immorale, ribelle verso il suo Signore. Invece di apprezzare quello che avevano avuto in dono, guardavano sempre con invidia quello che avevano i popoli circonvicini.

L’apice negativo di questa situazione spirituale fu toccato durante il periodo in cui era il profeta Samuele la loro guida. Il popolo si lamentò col profeta Samuele per la diversità di governo che avevano rispetto a tutte nazioni vicine, per loro non avere un re umano era considerato come una forma di inferiorità, perciò chiesero anche loro di avere un re. Naturalmente una tale richiesta dispiacque molto al Signore, ma nondimeno li accontentò non prima però di averli avvisati, per mezzo del suo profeta Samuele, delle conseguente negative a cui essi sarebbero andati incontro ( 1° Samuele 8 ). Così iniziò per Israele l’epoca dei re ( 1000-500 a.c.).

 

 

 

 

Il  tempo dei re

 

( 1°Samuele 8-31)

 

Il primo re che Israele ebbe fu Saul, quest’uomo rispecchiava  fedelmente l’immagine del capo che il popolo aveva desiderato. La Bibbia ci dice che Saul era un uomo di alta statura, di bella presenza e un valoroso combattente. Queste sono normalmente le caratteristiche esteriori che un capo deve possedere se vuole far colpo e trascinare dietro di se la gente, mentre le qualità interiori e morali passano in secondo piano. Difatti Saul in tutto il suo regno fu un buon capo militare ma dimostrò subito il suo scarso timore e rispetto per Dio e per le Sue leggi, il profeta Samuele dovette richiamarlo all’ordine in molte occasioni. Sarà facile immaginare come andrà a finire la storia , il peccato e la ribellione, avranno il sopravvento e il suo regno terminerà tragicamente.

Siamo sicuri che quasi tutti avranno sentito parlare delle imprese di un piccolo pastorello di nome Davide scelto da Dio stesso per la successione al trono di Saul. La figura di Davide è esattamente l’opposta a quella di Saul: Saul rappresentava la forza e l’orgoglio umano, mentre Davide è la dimostrazione di quello che uno può essere e può fare avendo fede e fiducia in Dio. Il regno di Saul fu molto condizionato in negativo, dalla sua perenne invidia verso il giovane Davide, designato da Dio stesso come suo successore al trono. Questo cattivo sentimento lo portò alla rovina spirituale e anche materiale e alla morte prematura, in battaglia, di lui e di suo figlio Gionathan.

Il tempo del regno di Davide fu il periodo storico più benedetto di tutta la storia di Israele; Davide fu il re coraggioso e conquistatore che con l’ aiuto del suo Dio riuscì a sconfiggere tutti i nemici. Assicurò così al suo popolo un lungo periodo di pace che continuò anche dopo la sua morte. Il regno di Davide rappresentò solo una piccola anticipazione di quel regno perfetto che un giorno sarà stabilito dal “Figliuol di Davide” Cristo Gesù, il Re dei Re su questa terra per mille anni. Tutti i Giudei, ancora oggi, parlando del loro Messia che deve venire lo chiamano il “Figliuolo di Davide”. Anche ai tempi della Sua prima venuta, i Giudei che credevano in lui lo chiamavano “Gesù, figliuol di Davide . . . . “, difatti Gesù fatto uomo ( per mezzo di suo padre Giuseppe, marito di Maria ) viene proprio dalla discendenza di Davide ( Matteo 1:1-16). Anche il re Davide ebbe le sue debolezze, commise sbagli grossolani e peccati gravi, ma a differenza di Saul, egli fu sempre pronto ad umiliarsi e a pentirsi sinceramente, per questo motivo Dio non lo abbandonò mai a se stesso e alla rovina. ( Cari lettori vi raccomandiamo di leggere i due libri della Bibbia di Samuele ).

Il re Davide morì vecchio, sazio di giorni e in pace con Dio. A Davide successe al trono suo figlio Salomone: difficile anche ai giorni nostri trovare qualcuno che non ne abbia sentito parlare di questo grande personaggio. Il nome Salomone, nell’immaginario collettivo, è sinonimo di sapienza ed intelligenza , qualità che lui stesso chiese a Dio per guidare il popolo nella giustizia ( 1° RE 3:5-14 ). Sotto il regno di Salomone Israele raggiunse il massimo splendore come nazione, Israele ebbe  ricchezza e pace e la fama di Salomone molto lontano da suoi confini. Fu lui che fede costruire il famoso tempio di Gerusalemme, che rappresentò per secoli la loro identità spirituale, al cospetto di tutti popoli. Anche il re Salomone, nonostante tutte le benedizioni che ricevette da Dio non fu fedele fino alla fine, a motivo delle tante mogli straniere, incominciò ad adorare altri dei stranieri.  

 

 

 

 

Divisione del  Regno

 

( 1°-2° libro dei Re ; 1°-2° libro Cronache )

 

Alla sua morte, la corona passo a suo figlio Roboamo, che essendo insensibile alle giuste richieste del popolo, di ridurre le gravose tasse, imposte da suo padre Salomone, causò la ribellione di quasi tutto il paese che culminò i una guerra civile, e la successiva divisione del regno. A Roboamo rimasero fedeli le tribù di Giuda e Beniamino ( Regno di Giuda ), mentre le rimanenti dieci tribù formarono il “Regno d’ Israele”, eleggendo Geroboamo come primo re. D’allora in poi i due regni rimasero divisi, e le loro relazioni non furono sempre amichevoli, anzi essi furono in guerra per circa ottant’anni.

I re che si alternarono ai due troni, furono quasi sempre malvagi e poco timorati di Dio, non mancarono però di tanto in tanto dei re buoni, che cercavano di riparare i danni provocati d quelli cattivi. Nei libri dei Re, della Bibbia, possiamo vedere con completezza tutto quello che successe in questi anni. In questo periodo storico, Dio faceva conoscere la Sua volontà al popolo attraverso i profeti ( da Isaia fino a Malachia ).

 

Dio fu molto paziente nei confronti d’Israele, attese sempre il loro ravvedimento, ma siccome questo non arrivò mai Egli mandò ad effetto le maledizioni contemplate nel patto stipulato con Mosè: se non fossero stati fedeli al loro Dio avrebbero perso la loro terra e sarebbero stati dispersi in tutte le nazioni. Sia il regno del nord (Israele) che quello del sud (Giuda) ebbero entrambi venti re, mediamente i re cattivi regnavano circa per cinque anni mentre quelli buoni circa trentatre anni a testa. Per questa ragione, il regno di Giuda durò 134 anni più del regno d’Israele, la metà dei suoi re furono buoni, mentre Israele solo ne ebbe solo un quarto ( cinque ).

 

Il regno del nord terminò nel 721 a.c. per mano degli Assiri che l’invasero e li deportarono. Il regno del sud finì nell’anno 587 a.c. per mano dei Babilonesi, i quali assediarono Gerusalemme, distrussero le mura, in parte anche il tempio di Salomone e li deportarono in Babilonia per 70 anni. Da quell’anno in poi, anche se in seguito a parecchi di loro fu accordato il permesso di tornare nella loro terra , per circa 2500 anni ( 587a.c. – 1948 d.c.) Israele non ha più avuto una entità e una sovranità nazionale. Il racconto biblico su Israele termina col le parole del profeta Malachia, per i successivi 400 anni, Dio tace ( non ci saranno più profeti a parlare ). Dio riprende a parlare con il suo popolo con Giovanni il Battista, al tempo della venuta di Gesù, il Messia.