Globalizzazione  e  crisi della finanza mondiale

Caduta e giudizio di Babilonia  ( Apocalisse 17-18 )

 

 Cari lettori abbiamo voluto inserire questa pagina tra a quelle che trattano “i segni degli ultimi giorni”, perché alla luce di quello che sta succedendo in questi ultimi mesi, questo argomento è estremamente importante e per questo esige essere trattato con urgenza e serietà. In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un fenomeno unico nella storia dell’umanità, che è chiamato “globalizzazione”. Sentiamo quasi ogni giorni parlare di “mercato globale” , di “finanza globale”. . . . questa parola "GLOBALE" ci lascia intendere che oggigiorno non esiste più sulla terra una nazione o un popolo che possa sentirsi libero al cento per cento di gestire autonomamente la propria economia e le proprie finanze. Questa fitta rete d’intrecci internazionali è interessata esclusivamente alla finanza, le differenze ideologiche, politiche e religiose razziali tra i popoli tendono a passare in secondo piano davanti a questo nuovo dio chiamato "MERCATO". In una tale situazione, è naturale che chi e più forte, più furbo, più spregiudicato e più egoista riesce sempre ad avere la meglio sul più debole: questa è la legge del mercato. Davanti a questo dio moderno tutto il mondo s’inchina, quante volte sentiamo dire da coloro che ci governano:”Siamo costretti a prendere questo provvedimento perché il mercato ce lo impone”. L’essere umano, l’individuo, trasportato da  questa macchina infernale ormai sta perdendo il suo valore naturale, esso sta diventando poco più che un numero tra milioni di numeri sulla faccia della terra. Si è giudicati, in bene o in male, soprattutto in base a quello che uno fa e può produrre nel mondo del lavoro, piuttosto che prendendo in condirezione quello che uno è: virtù, talenti, qualità morali . . . . Il profitto sta prendendo dappertutto il posto della solidarietà, in qualsiasi ambiente di lavoro, quei diritti sacrosanti di rispetto della dignità personale si stanno sacrificando in nome della cosiddetta “Competitività”.

Quando accediamo ai mezzi d’informazione, quali sono le notizie che occupano lo spazio principale? Cari lettori dobbiamo convenire che ultimamente quelle che riguardano la “Borsa”, “Il petrolio”, “I cambi monetari” sono preminenti su tutte le altre. In un certo senso è anche giusto che sia così, perché se questo sistema finanziario mondiale dovesse collassare sarebbe una catastrofe per tutti, non si salverebbe nessuna nazione. Questo purtroppo sta facendo passare in secondo piano i tantissimi problemi che affliggono il nostro mondo ( mancanza di cibo, malattie, carestie, inquinamento, crimine, mancanza di libertà personali. . . .)

In questi ultimi tempi, la fragilità e la stoltezza di questo sistema mondiale si sta manifestando in modo preoccupante al tal punto da gettare nel panico il mondo intero. Questo sistema sta diventando sempre più fragile e volatile al punto che basta un niente, anche una falsa notizia in campo politico ed economico, che le “Borse” di tutto il mondo bruciano immensi capitali, che di conseguenza venendo a mancare alla collettività contribuiscono al suo impoverimento. Proprio in questi giorni, di fronte a questa crisi finanziaria che sta investendo un po' tutti, alcuni capi di governo ( quelli dei paesi più ricchi e potenti) stanno manifestando l'idea, che è arrivata  l'ora che nel campo finanziario si dia vita ad un centro unico di direzione e di governo: cioè che pochi ( i più forti . . .) decidano per tutti. L'idea di un governo mondiale, per adesso limitata alla gestione dell'economia, non è un idea nuova e come vedremo fra poco, è sempre stata accarezzata dall'uomo nel corso della storia.

Cari lettori, in questa pagina, il nostro scopo non è quello di fare un trattato di economia, perché siamo consapevoli che altri potrebbero farlo meglio di noi. Il nostro desiderio e compito è quello di vedere; sempre alla luce della profezia Biblica, se c’è qualche segnale di avvertimento per i nostri giorni e quali sono le prospettive future che essa ci può rivelare. Nel libro dell’ Apocalisse, nei capitoli 17 e 18, leggiamo la storia della costruzione, ma soprattutto della fine di una grande città il cui nome è Babilonia. Questa città, così troviamo scritto, sarà il centro del potere economico e finanziario mondiale degli ultimi giorni, essa sorgerà e sussisterà per volontà di dieci capi di nazioni. ( Apocalisse 17:12 ) Babilonia sarà la massima espressione dell’orgoglio e del peccato degli uomini, nella quale il “potere” delle ricchezze e il “piacere” del peccato saranno gli oggetti di desiderio della maggior parte degli uomini.

In Apocalisse questa città è paragonata ad una sporca prostituta che cavalca il dragone ( Satana ): cosa fa e cosa dice una prostituta? “Datemi il vostro denaro ed io in cambio vi darò il piacere che volete”. Pertanto chi vorrà fare affari per arricchirsi dovrà per forza recarsi in questa città. Nel corso della storia ci sono già state altre piccole “Babilonie”, lo spirito babilonese è stato sempre all’opera. Per capire meglio lo spirito di Babilonia dobbiamo tornare indietro nel tempo per conoscere le sue origini.

Il nome Babilonia deriva da Babele: tutti o quasi abbiamo sentito parlare della “Torre di Babele” ( Genesi 11 ). La città di Babele, da cui deriva il nome Babilonia, fu fondata, presso il fiume Eufrate, da un uomo di nome Nimrod, un grande cacciatore di animali e di esseri umani. Egli costruì questa città con la convinzione che il potere si ottiene e si mantiene dominando e assoggettando gli altri simili ( la sopravvivenza del più forte ). I costruttori di Babele poi, spinti dal loro orgoglio, decisero di costruire una alta torre che giungesse fino al cielo, con lo scopo di “farsi un nome” ed essere rispettati e temuti. La Scrittura ci dice che Dio intervenne per fermare il loro insensato progetto, lo fece confondendo il loro linguaggio in modo da non riuscire più a capirsi l’un l’altro e disperdendoli sulla faccia della terra. Prima di allora, gli uomini avevano tutti il medesimo linguaggio, da qui hanno avuto origine tutte le varie lingue che oggi si parlano sulla faccia della terra.

Babilonia, nel corso della storia, è stata sempre in contrapposizione con un’altra città il cui nome è Gerusalemme. Babilonia è la città costruita dall’uomo mentre Gerusalemme è la città voluta, costruita e dedicata a Dio, Egli ama Gerusalemme ma odia Babilonia e il suo spirito. La Babilonia finale sarà una vera città, la Bibbia non ci dice in quale nazione sorgerà, ci dice solo che sarà una città marittima.

Cari lettori noi crediamo, e gli ultimi avvenimenti internazionali ce lo confermano chiaramente, che la costruzione di questa ultima Babilonia possa realizzarsi rapidamente in un futuro non molto lontano. La nostra nazione, insieme a tanti altri paesi, in questi ultimi mesi stanno già pagando il conto alla futura  Babilonia: il sistema economico globale in cui ci troviamo ci sta strozzando e impoverendo sempre di più. Non siamo più liberi di decidere, ma sono le cosiddette “multinazionali” e i governi della nazioni più forti che decidono per noi. Queste ultime tempeste finanziarie e crisi economiche sono paragonabili alle crepe e agli scricchiolii che si avvertono in una costruzione, prima che questa crolli. Sono passati appena dieci anni dall’avvento del nostro EURO, e già tutte quelle belle aspettative di benessere e stabilità sembrano un lontano ricordo, la domanda più ricorrente in questi ultimi tempi è “ce la faremo ad uscire da questa crisi ?”. Probabilmente anche questa volta ce la faremo a riprendere, ma la fine sarà solo rimandata di qualche tempo. Nonostante gli sforzi e le rassicurazioni dei governanti, la fragilità di questo sistema, si sta manifestando in tutta la sua portata. La Bibbia ci dice che un giorno Babilonia e il suo sistema cadrà, e che quel giorno sarà una data terribile e dolorosa.

Chi provocherà la sua caduta è la sua fine? ( Apocalisse 17:16 ) La Bibbia ci dice che essa cadrà per mano d’uomo, saranno proprio coloro che l’hanno costruita e che hanno trafficato con essa a farla cadere. Saranno i politici delle nazioni, che invidiosi del potere che essa ha raggiunto, attraverso la gestione delle finanze mondiali, che la distruggeranno e così facendo butteranno il mondo in una rovina totale mai vista prima. La fine di Babilonia, rappresenterà l’ennesimo fallimento dell’umanità, che nel suo smisurato orgoglio, che non solo vuole vivere senza il suo Dio Creatore, ma che spudoratamente vorrebbe prenderne il posto e la gloria che Gli è dovuta.

Conoscendo l’esito finale della storia di questa nostra terra, come dovremmo comportarci nella vita quotidiana nel presente? Dobbiamo mollare ogni cosa e aspettare la fine senza far niente per questo mondo? La Bibbia ci sempre esortato a cercare ed ad operare per il bene del paese in cui viviamo e proprio nei momenti più oscuri i santi devono rappresentare un punto di riferimento di integrità e di giustizia e di speranza per tutti. Per quanto riguarda il rapporto con Babilonia qui Dio ci esorta chiaramente ad non partecipare alle sue opere malvagie e disoneste, ma anzi di riprenderle e per questo motivo i cristiani saranno odiati e perseguitati in Babilonia perché il loro comportamento giusto sarà di condanna alle coscienze corrotte.

Cari lettori, vi dedichiamo un’ultima considerazione su quello che Dio, attraverso le parole della Bibbia ci esorta a fare: questo pressante invito è rivolto soprattutto ai santi, cioè a tutti i credenti. Babilonia,( inteso come sistema mondiale finanziario ) perseguiterà i giusti ma non li manderà via da essa, sono i giusti che sono coinvolti con essa che volontariamente ne devono uscire fuori.( Apocalisse 18:4 ) Nella pratica questo potrebbe significare, che un cristiano deve valutare attentamente quando investirà dei soldi il dove, il come e con chi vorrà fare degli affari. Le sue eventuali ricchezze dovranno essere il frutto di un lavoro onesto e non di spregiudicate speculazioni finanziarie. Sapendo che Dio odia Babilonia, è certamente meglio fare qualche rinunzia, subire qualche perdita oggi che essere coinvolti nel suo giudizio domani. Quando ci sarà il crollo finale di Babilonia, Dio invita i santi a rallegrarsi e fare festa ( Apocalisse 18:20) e ha cantare coro dell’Alleluia perché dopo di ciò finalmente Gesù ritornerà su questa Terra per stabilire il Suo Regno.

In precedenza abbiamo paragonato queste “crisi” alle crepe di una casa che sta per crollare: dovremmo noi oggi rallegrarci di questa situazione ?Certamente no! Noi che crediamo ci possiamo rallegrare solo di due cose: primo, che se la casa crollerà non ci crollerà addosso perché non abitiamo in essa; secondo perché aspettiamo l’architetto per eccellenza, di nome Gesù, che ricostruirà una “casa” nuova e  stabile dove finalmente chi sarà  quell’equità e quella giustizia da sempre agognata!

 

"Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate partecipi de' suoi peccati e non abbiate parte alle sue piaghe . . . "  Apocalisse 18:4