Il rapimento della chiesa

( Prima o dopo la grande tribolazione? )

 

 

All’inizio del diciannovesimo secolo è apparsa  una interpretazione radicalmente nuova intorno alla seconda venuta di Gesù sulla terra, che ha prodotto una nuova credenza, che attualmente è molto diffusa e molto popolare nell’ambito delle chiese cristiane.

Questa nuova dottrina afferma che quando Gesù ritornerà, la Chiesa, come premio, sarà portata via in cielo prima della grande tribolazione e quindi non ha bisogno di prepararsi per questa difficile situazione. C'è un altra implicazione importante in questa teoria, si afferma che Gesù potrebbe tornare in qualsiasi momento e pertanto non ci sarebbero altri segni o adempimenti profetici che dovrebbero verificarsi prima di questo avvenimento.

I segni, come la Bibbia ci indica, che devono apparire prima del ritorno di Cristo, appariranno solo dopo che la Chiesa non c'è più sulla terra. Questo tipo di insegnamento ha vari nomi: la teoria del "qualsiasi momento del ritorno di Cristo", cioè potrebbe tornare anche stasera senza nessun preavviso, e che non ce ne sarebbero prima del rapimento della Chiesa. Dichiara inoltre che verrà come “un ladro nella notte” senza avvertimento e che dobbiamo quindi essere pronti in qualsiasi momento. E’ anche chiamata la teoria del “ritorno imminente”, ma il nome più comune che viene dato a questa veduta è “RAPIMENTO”.

 

E’ giusto credere nelle parola rapimento, essa viene dalla vecchia versione della Bibbia Vulgata Latina che viene usata dalla Chiesa cattolica. Nella traduzione di 1° tessalonicesi 4:17, dove dice che “tutti saremo presi per incontrarlo nell'aria” la parola latina che indica l'essere presi nell'aria è rapire (raptura , che significa: essere portati via) dal quale poi proviene la parola rapimento. E scritturale credere nel rapimento, se con la parola rapimento stiamo dicendo che saremo portati su, ad incontrare il Signore nell'aria, purtroppo la parola rapimento è stata associata esclusivamente con questa credenza particolare di cui stiamo parlando adesso.

La domanda fondamentale è questa .” Quando crediamo che si verificherà il rapimento?  Sarà prima della grande tribolazione, sarà nel mezzo della grande tribolazione o alla fine della grande tribolazione ? Queste sono le tre dottrine principali insegnate al riguardo, ma attualmente, come abbiamo accennato in precedenza, la più diffusa è la prima, cioè che tutti i credenti saranno tolti via dalla terra prima della grande tribolazione. Purtroppo non possiamo trattare questa domanda come una domanda isolata a se stessa perché essa fa parte di un sistema generale di teologia chiamato Dispensazionalismo.

Il dispensazionalismo è  una teologia piuttosto nuova, è stata formulata per la prima volta intorno al 1830, il padre fondatore  è stato un noto predicatore ed insegnante dell’epoca , un inglese di nome J.N.Darby . Egli enfatizzò molto il significato versetto 1 Timoteo 2:15 dove dice che bisogna "tagliare rettamente la parola della verità" un'altra versione dice "maneggiare con cura la parola della verità"o  dispensare rettamente”.

In base questo pensiero 180 anni fa, Darby  ha incominciato a dividere la Parola della Verità e nel dividere la Parola ha fatto tre grandi divisioni nella  Bibbia.

 

Prima divisione

 

La prima che ha fatto è quella di dividere la storia del mondo in dispensazioni, in tutto sette dispensazioni, dicendo che in questi sette periodi della storia dell'uomo, Dio ha trattato l'uomo secondo condizioni diverse, la salvezza è giunta in sette modi diversi.

Le sette dispensazioni sono queste

1)    La prima si chiama la disperazione dell'innocenza, nella quale Adamo era salvato essendo innocente .

          2)   Seconda la dispensazione dell'autodeterminazione da Caino ad Enoc che finì e poi con il diluvio.

3)    La terza fu la dispensazione del governo umano fino alla torre di Babele.

4)   Quarta la dispensazione dei patriarchi da Abramo a Giuseppe.

5)  Quinta la dispensazione della legge da Mosé in poi. Questo divideva l'Antico Testamento in cinque periodi diversi, quindi cinque modi diversi per essere salvati, esempio nella quinta dispensazione si era salvati osservando la legge di Mosé .

6)   Poi c'è stata la prima venuta di Gesù che introduceva la dispensazione della grazia. Ora non siamo più salvati le opere della legge ma per la grazia, questo significa che le persone dell'Antico Testamento non venivano salvate per la grazia ma per la legge e per le buone opere o con qualche altra cosa. Noi vivremo attualmente nella dispensazione della grazia.

7)   La settima dispensazione della storia sarà il millennio, dove ancora una volta le persone saranno salvate in un modo diverso.

 

Ora questa è un'interpretazione fantastica e straordinaria della scrittura in cui si afferma che la Bibbia contempla sette modi diversi per essere salvati, il che vuol dire che a seconda della dispensazione in cui uno vive deve essere salvato nel modo giusto.

Seconda divisione

 

Darby divise il destino futuro della Chiesa ( chiamandola : il popolo celeste di Dio ) da quello d’ Israele ( lo definì il popolo terreno di Dio ). La “era della chiesa” cristiana ed il millennio dei giudei divennero così due cose separate e i due popoli non si sarebbero incontrati mai per diventare uno solo popolo davanti a Dio.

Nell’ eternità i cristiani saranno in cielo e gli ebrei sulla terra. Il cosiddetto “rapimento segreto” segna l’inaugurazione di questa separazione definitiva. Israele subentrerebbe nella chiamata della chiesa, sia per soffrire per la causa del vangelo, che per la sua propagazione sulla terra. Quindi era una divisione netta tra Giudei e Cristiani, per questo egli afferma che durante la  grande tribolazione i cristiani  saranno lassù , mentre i giudei quaggiù , per questo motivo, la donna descritta nel capitolo 12di Apocalisse, deve per forza essere Israele.  

 

Terza divisione

 

La divisione più fantastica e notevole che egli ha fatto è stata quella di dividere il ritorno di Cristo in due venute separate: La prima sarebbe ad un ritorno invisibile al mondo, il quale  non avrebbe saputo niente se non da fatto che all'improvviso tutti i cristiani sarebbero spariti dalla faccia della terra (molti autobus, treni ,aerei all'improvviso si sarebbero trovati senza conducenti . . . .  indubbiamente questo lo abbiamo sentito spesso). Sono anche stati fatti dei film molto famosi come "Ladro nella notte " , che per descrivere questo evento lo hanno reso abbastanza sensazionale. Tutti questi film sono tutti concordi nel rappresentare: un ritorno segreto per i santi e poi dopo sette anni di un ritorno pubblico con il santi di Cristo sulla terra. Secondo questo insegnamento, la Chiesa sparisce al primo-secondo ritorno per poi riapparire al Suo secondo-secondo ritorno.

Questi sono alcuni degli insegnamenti del dispensazionalismo che all'improvviso sono venuti fuori intorno al 1830, ma che oggi sono conosciuti in tutto il mondo.

 

Implicazioni

 

Questa nuova veduta pone un forte enfasi sul ritorno di Gesù, questa è una cosa positiva, è buona perché per secoli è stato trascurata, ma questa doppia venuta e qualcosa di completamente nuova. Il rapimento privato dei santi seguito poi dal avvento pubblico, separate tra loro di sette anni durante i quali si sarebbe verificata la grande tribolazione.

Ora consideriamo chiaramente queste due implicazioni.

Prima: la Chiesa viene risparmiata dalla grande tribolazione, se questo fosse vero i capitoli di Apocalisse da 14 a 20 non apparterrebbero la storia della Chiesa e non avrebbero significato per noi. L'implicazione più grande però sarebbe questa: nel calendario profetico il prossimo avvenimento sarebbe il rapimento, per cui non dovrebbe succedere null'altro prima di esso  e questa sarebbe un'implicazione molto grande.

Molti cristiani cresciuti nell'ambito della Chiesa di fratelli  si sono convertiti da bambini attraverso la paura, perchè gli veniva detto così: "Se Gesù tornasse stasera i tuoi genitori domani mattina non ci sarebbero più e tu rimarresti da solo." Molti si sono convertiti da bambini attraverso questo timore: questo modo di predicare ai piccoli è abbastanza crudele, mai nel nuovo testamento è stata detto una cosa simile i bambini. C'è una cosa che possiamo apprezzare però , questo insegnamento pone una forte enfasi sull'essere pronti in qualsiasi momento per il ritorno di Gesù.

È stato usato come una sfida nell'evangelizzazione non solo per i bambini ma anche agli adulti : Gesù potrebbe tornare stasera sei tu pronto per il suo ritorno? Non sentirete mai questo tipo di appello dalla bocca degli apostoli, ma è stato usato come uno strumento potente nell'evangelizzazione .I dubbi però restano: è la verità? Serve solo a fare convertire delle persone? Ma è vero? perché è la verità che libera le persone!

 

La storia

 

Vediamo ora di ripercorrere la storia di questa dottrina. Prima del 1830 non ne troviamo traccia, prima di quella data nessuno l'aveva trovato nella Bibbia. C'è un po' di difficoltà per capire questo: se questa dottrina la definiamo biblicamente giusta perché prima di allora, nessuno la trovata nella Bibbia? La storia però è un po' più complicata di questo. Tutto questo, si racconta , che sia iniziato in Scozia in seguito ad una profezia di una donna chiamata Margaret Mc Donald a Port Glasgow (vedi i numerosi libri di Dave MacPherson, fra cui The Great Rapture 149Hoax, New Puritan Library, 1983).

Questa donna era nota in quel tempo per le sue doti paranormali di veggente, poco chiare dal punto di vista spirituale, la sua testimonianza personale si avvicinava di più a quella di di una medium  che ha quelle di una donna di Dio. Essa nel corso di una lunga malattia durata molti mesi, in seguito a delle visioni, diede una parola profetica secondo la quale, Dio non voleva che il suo popolo soffrisse e sembra che da lì sia nata tutta questa idea.

 

E. Irving noto predicatore fece sua questa profezia, e cominciò a condividerla con altri. E, Irving è conosciuto per aver fondato una nuova chiesa chiamata Chiesa apostolica cattolica, questa Chiesa ora non esiste più in Inghilterra resta solo una traccia in Olanda. N. Darby, contemporaneo di Irving venne anche lui a conoscenza di questa idea. In quel periodo si tenevano delle conferenze sul tema della profezia biblica in un posto che si chiamava Albury Court  in Inghilterra nella biblioteca di un certo dottor Henry Drummond,  in quella sede hanno illustrato e condiviso questa nuova idea, anche Darby ne fu profondamente convinto e cominciò anche lui a predicare questa idea molto ampiamente. Darby è riconosciuto e ricordato come il fondatore della “Chiesa di fratelli “ma la sua idea non fu accettata in principio da tutti i “fratelli.”

Molti suoi colleghi predicatori provarono a convincere Darby di abbandonare questa idea perché non la trovavano coerente con la Bibbia. Uno degli uomini che contestò per primo questa idea, perché non la vedeva molto biblica fu il noto Giorgio Mueller che tutti conoscono come fondatore del famoso orfanotrofio di Bristol. Darby però era un uomo con un carattere abbastanza forte per cui a lungo andare le sue idee prevalsero in seno alla Chiesa di fratelli, quest' insegnamento così divenne l'insegnamento ortodosso e ufficiale, dal quale solo pochi, più tardi, osarono allontanarsi.

 

Durante una traversata atlantica Darby  incontrò un avvocato di nome C.I. Scofield, quest'uomo fu condotto a Cristo da Darby,  il quale naturalmente di insegnò questa sua dottrina sul rapimento segreto. Anche Scofield ne fu completamente convinto e in seguito quando portò a termine una nuova traduzione della Bibbia, nota ancor oggi come la Bibbia Scofield, inserì tra le tante note e commenti di cui essa era composta,  anche questa interpretazione. Avvenne così che questa veduta le persone che leggevano quella Bibbia, la trovavano scritta direttamente in essa, però non nella sezione riservata alla scrittura ma in quella delle note in fondo alla pagina.

Cari lettori, una Bibbia con molte note è fuorviante, perché chi legge il testo biblico insieme con le note e commenti dell'autore, a lungo andare non riesce più a tenere ben separato le due cose e non ricorderà bene più se una data cosa era scritta nella parola o nelle note ma avrà fatto suo tutto il pacchetto insieme. La Bibbia Scofield diventò la più popolare nel Nord America, nel diciannovesimo secolo e fu letta dalla maggior parte degli evangelici, e dopo anche dalla maggior parte se non da tutti i pentecostali così questa idea si era sparsa tra i fratelli in tutto il Nord America a molti evangelici e alla maggior parte dei pentecostali.

 

In quel periodo venivano fondate nuove scuole bibliche che insegnavano questa nuova dottrina, la più famosa e tutti si trovava a Dallas nel Texas; in questa scuola biblica non si poteva nemmeno accedere se non si decideva di credere a questa teoria, e da questo seminario uscirono molte persone che poi hanno sparso per tutto il mondo questo dottrina. Uno dei più noti fu lo scrittore Hai Lindasy, il quale è stato uno degli autori che ha pubblicato più libri sull'argomento e questo ha enormemente contribuito a divulgare questa dottrina. Nei libri di Lindsay ci sono molte cose buone nell'esposizione del tema dell'Apocalisse, ma egli però crede in questa teoria per cui attraverso i suoi libri, questa interpretazione  è arrivata fino a noi oggi.

 

Il metodo

 

Questa dunque è in breve la storia dello sviluppo di questa dottrina, nella storia della Chiesa, una dottrina molto recente che si è sparsa però in un modo molto veloce. È doveroso fare un'osservazione mai si è incontrata una persona che di prima mano abbia trovato questa dottrina della Bibbia, tutti coloro che hanno questa veduta l'hanno imparata sempre da qualcun altro . A queste persone poi gli è stato insegnato a trovarla anche nella Bibbia, ma per tutti i secoli fino al 1830, ai cristiani è stato insegnato di prepararsi alla grande tribolazione.

 

Ora vediamo quali sono questi brani della scrittura che le persone usano per trovare a supportare questa  dottrina. Ci sono sette brani a cui sono stati associati sette ragionamenti. Come premessa dobbiamo constatare che nella Bibbia non c'è neppure un verso che affermi esplicitamente questa teoria, cioè che noi cristiani andremo via prima della grande tribolazione, non c'è nessuna affermazione chiara e diretta che affermi ciò. Questa è un'omissione molto grave per una questione molto importante. Come si fonda allora questa dottrina sulla scrittura? La risposta è con l'inferenza, cioè non con affermazioni esplicite della scrittura ma con quelle che sembrano delle deduzioni logiche di alcuni brani della scrittura.

 Questo viene anche detto apertamente da coloro che credono in questa veduta: essi dicono."si è vero che la Bibbia non lo dice ma questo non sembra implicare l'altro? non è logico? non possiamo dedurre che è così? viene preso tutto indirettamente dagli insegnamenti della scrittura. Nella Bibbia non c'è nessuna affermazione che lo dica direttamente, sarebbe meraviglioso trovare un solo versetto che dicesse che  noi saremo portati via prima della grande tribolazione ,ma non ce .

 

Vediamo un esempio di come funziona tutto questo: 1°Tessalonicesi 5 che segue l'insegnamento del capitolo quattro sul rapimento dice: "noi non siamo destinati ad ira" il non c'è nulla in questa affermazione che ci dica di noi fuggiremo dalla grande tribolazione. Vediamo però come funziona questa deduzione logica: se non siamo destinati all’ira, come vero che la scrittura dice, come possiamo rimanere noi sulla terra quando verranno versate le coppe dell'ira? Questo la scrittura non lo dice ma ci sembra una deduzione abbastanza logica. Incominciamo a capire come funziona questo processo? Si usano delle affermazioni bibliche estrapolate dal loro contesto, per dedurre altri ragionamenti. Ci sono sette deduzioni logiche che sono l'architettura di questa dottrina, niente di esplicito ma tutto implicito. Quando usiamo questo strumento, cioè l'inferenza, dobbiamo fare attenzione a non leggere noi qualcosa in più, nella scrittura, che essa scrittura non dice affatto, ma converrebbe piuttosto  leggere solamente ciò che la scrittura dice con chiarezza.

 

Una raccomandazione importante per coloro che sono chiamati ad insegnare la Bibbia, conviene sempre costruire il nostro insegnamento su affermazioni chiare e dirette della scrittura e non su deduzioni logiche perché a volte la logica umana può anche sbagliare, perché la verità è che, se Dio vuole comunicarci qualcosa c'è lo dirà con la chiarezza della sua parola.

 

Le sette deduzioni logiche

 

 

1)    La velocità del suo ritorno: "Io vengo presto", "Io vengo velocemente", "Egli è alla porta" quindi la deduzione logica che si può fare è che Egli potrebbe venire in qualsiasi momento, perché presto e velocemente potrebbe voler dire anche adesso .

 

2)   Gesù disse "Voi non sapete né il giorno e ne l'ora" ,"Vegliate perché non sapete quando verrà" e ancora una volta una deduzione logica potrebbe essere in qualsiasi momento.

 

3)   Si dice che le due venute vengono descritte con un linguaggio diverso da una viene chiamata il “giorno di Cristo” mentre l'altra il “giorno del Signore”, ora è chiamata il suo “arrivo” e l'altra la sua “apparizione,”una descritta come la “venuta per i santi” e l'altra la “venuta con i santi”. Differenze linguistiche si dice lasciano intendere che ci sono due venute anziché una, di cui una privata e l'altra pubblica divise tra loro nel tempo di sette anni.

 

4)   Questa riguarda l'aspettativa  della Chiesa: non è forse vero che la Chiesa primitiva aspettava il ritorno di Gesù in qualsiasi momento?, non avevano detto che bisogna essere costantemente pronti ? e che Gesù ha detto: "Questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute". Si dice che la Chiesa primitiva credeva in un ritorno di Gesù che poteva avvenire in qualsiasi momento.

 

5)   In tutto Matteo capitolo 24 che descrive i segni della sua venuta e in tutto il testo che va da Apocalisse  dal cap.4 al 19 non si trova mai il termine Chiesa, questo è vero. Se è così si può dedurre che la Chiesa non ci sia più.

 

6)   L’enfasi poi è posta sul fatto che dobbiamo pensare a rapimento per incoraggiarci a vicenda, per trovare conforto l'un coll'altro in questo pensiero. Se dobbiamo prima passare per la grande tribolazione che razza di conforto sarebbe ? Il pensiero del rapimento è un conforto solo se viene prima della grande tribolazione, ancora una volta tutto ciò si ci sembra molto logico, ma è vero?

 

7)   Per ultimo analizziamo l'argomento più forte di questa dottrina: i cristiani sono stati redenti, e non devono dunque subire l'ira di Dio, "non c'è condanna per coloro che sono in Cristo Gesù". Così quando Dio versa le coppe dell'ira sulla terra com'è possibile che i cristiani si trovino sotto l'ira di Dio? Questo è veramente un ragionamento logico molto forte, e forse il più notevole di tutti e sette. Questo ragionamento ha prodotto ultimamente una nuova veduta abbastanza insolita in cui si dice che il rapimento avverrà a metà della grande tribolazione dopo i sigilli e dopo le trombe ma  prima delle coppe dell'ira, questa veduta si chiama il Mid-tribolazionismo.

 

Quando si mettono insieme tutte queste sette argomentazioni il ragionamento è abbastanza notevole, ma presi però è analizzati singolarmente hanno una forza variabile l'uno dall'altro, alcuni sono più deboli altri più forti ma nessuno di essi è determinante, e nessuno di essi si fonda su un'affermazione netta e chiara della scrittura.

Analizziamoli ora un po' uno per uno alla luce della Scrittura.

 

Analisi e confronto scritturale

 

1)  L’imminenza

 

La prima deduzione riguarda la velocità del suo ritorno, cioè che l'espressione viene presto, viene velocemente significano che verrà in qualsiasi momento e che quindi, si afferma che la Chiesa primitiva credeva nel ritorno di Cristo in qualsiasi momento. Uno studio accurato del nuovo Testamento ci dimostra che la Chiesa primitiva non credeva affatto in questo. In primo luogo il tempo per Dio ha un valore diverso rispetto al nostro. In 2° Pietro cap.3 l'autore sta rispondendo proprio a chi pone questo interrogativo : "Dov'è l'adempimento della promessa della sua venuta?" doveva venire presto eppure ancora non è venuto.

Già all'interno della Chiesa primitiva le persone avevano questa obiezione, ma la risposta di Pietro fu questa: per Dio il tempo è diverso, mille anni per Lui possono essere considerati come un giorno e un giorno come mille anni. In altre parole dal punto di vista di Dio, Egli viene presto anche se dal punto di visto umano questo presto e abbastanza lungo. Ora, però molti dicono, dopo che sono passati duemila anni non sembrerebbe logico poter dire che,"viene presto velocemente" sia la stessa cosa che dire " in qualsiasi momento?". E' più veritiero dire che la Sua venuta è vicina , Che Egli è alla porta, perchè può anche darsi che per Dio siano passati solo un paio di giorni da quando è salito in cielo.

Ciò che Pietro in effetti vuol dice è questo: "Forse a voi può sembrare un lungo tempo ma per Dio può essere molto breve, ma grazie a di Dio che Egli ha rimandato la sua venuta, perché con questo ritardo concederebbe altro prezioso tempo affinchèpiù persone possano ravvedersi ed essere salvate.

Ma c'è dell'altro, nella sua lettera Giacomo dice: "Imparate la pazienza dal contadino”  (Giac. 5:7), il contadino deve aspettare il suo raccolto non può affrettare le cose, il problema è che noi diventiamo impazienti e per noi presto significa nei prossimi giorni, ma dobbiamo imparare la pazienza del contadino egli deve aspettare tutta una stagione per il raccolto. Quindi non è giusto dire che presto e velocemente significa in qualsiasi momento, potrebbe voler dire vuol dire anche che devono passare duemila anni se non di più .

 

2)  La sorpresa

 

Seconda deduzione, Gesù viene con me una sorpresa: "come un ladro nella notte".

 Gesù stesso disse che “se sapevate che fosse venuto un ladro nella notte sareste rimasti svegli ad aspettarlo" (Matteo 24:43) Egli disse anche.” Io verrò come un ladro nella notte”, cosa significa che potrebbe venire stanotte? Dobbiamo leggere tutta la storia .In 1° Tessalonicesi cap.4 si parla del rapimento, in 1° Tessalonicesi 5 che lo segue c’è scritto che Egli verrà come una sorpresa, come la prima contrazione di una donna che aspetta un bambino , così sarà così il ritorno di Gesù, il mondo sarà totalmente sorpreso come da un ladro nella notte.

Paolo però dice: "Ma non sarà una sorpresa per voi, perché voi non siete nella notte, voi siete quelli del giorno, voi siete svegli perché vegliate voi sapete quando verrà il ladro” (1°Tess. 5:4-7)  in altre parole egli vuol dire che le espressioni che riguardano la sorpresa, sono rivolte ai non credenti e ai credenti addormentati, ma per coloro che vegliano e stanno attenti ai segni del ladro nella notte, sapranno quando egli sta per venire. Quindi Egli non potrà venire stasera, noi  stiamo vegliando e i segni, alcuni ci sono ma non tuttiquindi, coloro che vegliano sanno quando sta per venire e per loro non verrà come un ladro. Il ladro viene per togliere mentre Gesù verrà per dare, per darei a noi i nostri nuovi corpi.

La parola “vegliare” è una chiave, spesso legata a “pregare”, in connessione al consiglio di Gesù di essere pronti per la sua venuta.

Potrebbe anche darsi che Egli non volesse consigliarci altro che “vegliare” su noi stessi e sul nostro comportamento, in modo da poter essere sicuri di accoglierlo senza alcun imbarazzo; ma questo ci sembra improbabile.

I diversi contesti del “vegliare” indicano chiaramente che Gesù si riferiva al cercare i segni della sua venuta negli eventi del tempo piuttosto che in quelli dello spazio. Quando i discepoli gli chiesero quali sarebbero stati questi segni, in risposta egli diede loro un chiaro elenco (Matteo 24 Non dovevano aspettarsi il suo ritorno prima che “tutte queste cose” fossero accadute e fossero chiaramente riconoscibili.

 

Il segno finale sarà inequivocabile: “il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate le” (Matteo 24:29, che cita insieme Isaia 13:10 e 34:4). Solo allora essi vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulle nuvole con potenza e gran gloria. “Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina” (Luca 2 1:27-28).

Ma c’è sempre la possibilità che alcuni credenti divengano spiritualmente sonnacchiosi, distratti rispetto a ciò che sta succedendo, addirittura perdano la loro attenta vigilanza, a causa di una sorta di ebbrezza tipica di questo mondo (I Tess. 5 :6-7) Anche questi saranno “scoperti” quando lo Sposo verrà (questo è il messaggio della parabola delle dieci vergini, in Matteo 25:1-13: la metà di loro rimane esclusa dalle nozze).

Ancora una volta, non c’è alcun fondamento per un ritorno “in qualsiasi momento, senza preavviso”. C’è invece per tutti i credenti una chiara necessità a “tenere gli occhi ben aperti”, in modo da non rimanere sorpresi come invece accadrà al mondo.

 

3)  Il linguaggio

 

Terza deduzione: la differenza di linguaggio che viene usata, se leggiamo le Vangelo di Luca vedremmo che esse vengono usate in modo interscambiabile e descrivono lo stesso avvenimento. Il  giorno del Signore e il giorno di Cristo sono usate per descrivere lo stesso giorno, il suo arrivo e la sua apparizione sono usati per descrivere lo stesso avvenimento si scambiano l'uno con l'altro. Per parlare dello stesso avvenimento si parla del venire per i santi e venire con i santi ; in alcuni contesti c'è un'espressione e in altri ce n'è un altra.

Ci sono tre parole greche che vengono usate in questo modo per descrivere il ritorno di Cristo vediamole insieme.

 

Esse sono: parousia, epiphaneia ed apokalypsis tutte tre queste parole hanno a che fare con la regalità sono legate alla visita di un personaggio regale che fa ad una città. La parola epifania significa apparire nelle vesti della maestà e della gloria, la parola apocalisse significa aprire il velo affinchè possa apparire la persona, infine la parola parusia  è la più interessante perché combina il venire per le persone e il venire con le persone.

Vediamo ora di capire come veniva usato questo termine.

 

Facciamo un esempio, torniamo un po' indietro nella storia e il supponiamo che il re Vittorio Emanuele dovesse venire a visitare la città di Milano. Arrivava con l'aereo è atterrava in un aeroporto fuori Milano. Immaginiamo che non trovasse nessuno all’aeroporto ad aspettarlo, così si è dovuto procurare un mezzo di trasporto personale per entrare nel centro di Milano. Pensate che sarebbe successo proprio così? Naturalmente no, vediamo cosa sarebbe effettivamente successo: le persone importanti della città, il sindaco e le altre principali autorità sarebbero venute prima che lui arrivasse all'aeroporto e lo avrebbero atteso li, poi lo avrebbero incontrato, salutato e dopo di ciò tutti insieme avrebbero fatto una sorta di corteo  di macchine fino al centro città. Le persone della città vedrebbero venire il re insieme a coloro che sono andati ad incontrarlo fuori della città: questa scena rappresenta una Parusia.

 

Questo è il significato esatto della parola: significa che c'è un visitatore regale che viene incontrato fuori dalla città e che poi verrebbe accompagnato dentro la città. Questo è quello che succederà al rapimento, i cristiani andranno ad incontrare il Signore nell'aria, incontreranno questo visitatore regale fuori della città per poi accompagnarlo per l'ultimo pezzo di viaggio fino in terra. Questo il significato della parola Parusia, quindi Egli viene per i Suoi santi e con i Suoi santi nello stesso giorno. Non c'è una distinzione di giorno per i suoi santi e con i suoi santi.

 

4)  L’attesa

 

La quarta deduzione riguarda l’attesa della Chiesa primitiva. Si cita frequentemente che tutta la chiesa del Nuovo Testamento attendesse l’apparizione improvvisa di Gesù “in qualsiasi momento” e vivesse quindi nel l’ attesa giornaliera di rivederlo. Quello che si può stabilire è che era diffusa la speranza che tutto ciò potesse succedere nel corso della propria vita. L’apostolo Paolo condivise chiaramente questa brama (Il Cor. 5:2-3; si noti anche ”noi viventi” in I Tess. 4:15), anche se dopo si rese conto che questo non sarebbe accaduto (11 Tim. 4:6).

Non è forse vero che Gesù prima di lasciarli per salire al cielo ha detto loro di andare per tutto il mondo a fare discepoli da tutte le nazioni? pensate che loro credessero che sarebbe tornato da li a qualche giorno? Certamente  avrebbero dovuto fare un lavoro missionario mostruoso, perché Gesù gli  aveva affidato  un compito enorme. Dovevano predicare il Vangelo a tutte le nazioni e poi Egli sarebbe tornato: cosa pensavano, secondo voi che sarebbe tornato in qualsiasi momento? Certamente no al limite di speravano che sarebbe stato nel corso della loro vita.

 

Alla fine del Vangelo di Giovanni, mentre Gesù parlava discepoli Pietro gli domandò quando sarebbe stato il tempo che lui avrebbe stabilito il regno. Gesù rispose a Pietro dicendogli che, lui Pietro, quando sarebbe stato vecchio, sarebbe stato portato dove lui non voleva andare e Pietro capi che sarebbe stato crocifisso, quando sarebbe stato anziano. Pietro si aspettava che Gesù sarebbe tornato in qualsiasi momento? No, lui sapeva che non sarebbe nemmeno sopravvissuto, ma pensava forse Giovanni essendo il più giovane, si, ma Giovanni stesso che è arrivato  ad essere anziano non ha visto il ritorno di Gesù.

Tutte le parabole di Gesù che ha raccontato in merito al suo ritorno mettono sempre in risalto il fatto che il re o il padrone di casa sarebbe stato via per lungo tempo. Il padrone tardò a venire, così il servo malvagio nella casa disse tra sé: “il mio padrone resterà via  per un lungo tempo . . . “ e "dopo lungo tempo il padrone di quei servi ritornò" (Matteo 24:45) .

Tutto ciò indica chiaramente che, anche se speravano che sarebbe tornato nel corso della loro vita, nessuno di loro lo aspettava in realtà da un momento all'altro.

Un altro tipo di ragionamento contro l’argomento che la chiesa primitiva si aspettasse il ritorno “in qualsiasi momento” può essere fatto considerando le predizioni riguardanti gli eventi che lo precederanno. Per esempio, Gesù predisse molto chiaramente la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio dopo un assedio militare (Matteo 24; Marco 13 e Luca 21).

Ciò sarebbe accaduto prima del suo ritorno, ma per quasi un’intera generazione non ci fu alcun segno della sua realizzazione.

Ulteriore esempio è la lettera di Paolo con i credenti di Tessalonica. Questi erano stati persuasi, da una lettera falsamente attribuita a Paolo, a pensare che il giorno del Signore stesse già albeggiando (Il Tess. 2:1-2; l’ultima frase che solitamente viene tradotta “è già arrivato” potrebbe anche significare “è imminente”, come in I Cor. 7:26 e TI Tim. 3:1).

Paolo precisa che tutto questo non può essere vero, in ragione di ciò che deve accadere prima del suo verificarsi. In particolare, non è ancora apparso “l’uomo del peccato” (Il Tess. 2:3), che normalmente si ritiene che si riferisca “all’ anticristo” (I Giov. 2:18) ed alla “bestia che sale dal mare” (Apoc. 13:1). Qualsiasi sia la sua identità, una cosa è chiara: il ritorno del Signore non avverrà senza preavviso e quindi non potrebbe accadere in qualsiasi momento.

 

Si giustifica talvolta il concetto “in qualsiasi momento” per l’influenza che esso può avere sul comportamento dei cristiani. Si dice che è un correttivo salutare quello di chiedersi: “Vorrei essere trovato a fare questa cosa se Gesù dovesse ritornare proprio in questo momento?”

A prescindere dall’effetto psicologico, buono o cattivo che sia, questo tipo di motivazione è quasi l’esatto opposto dell’insegnamento di Gesù su come il suo ritorno dovrebbe influire sulla nostra vita di ogni giorno. La vera valutazione della nostra “fedeltà” non riguarda come ci comportiamo se il suo ritorno è imminente, ma come ci comportiamo se la sua venuta “è lontana” (Matteo 24:48; 25:5,19). Egli non ricerca azioni dettate dal panico, ma un servizio leale. Piuttosto che quello che staremo facendo nel preciso momento del suo ritorno, quello che importa è ciò che abbiamo fatto durante tutto il tempo in cui Egli è stato assente. Questo è quello che riceverà l’approvazione: “Ben fatto!”

 

5)  La Chiesa

 

Il quinto il ragionamento dice che la parola Chiesa non compare nei capitoli centrali dell’ Apocalisse e in  Matteo capitolo 24? Dobbiamo innanzitutto precisare che entrambe queste porzioni della scrittura sono rivolte a credenti, e non al mondo.

Matteo 24 è un discorso fatto da Gesù ai discepoli; Gesù diceva quando voi vedrete  tutte queste cose, che include anche la grande tribolazione e l'anticristo.

C'è un fattore importante in questo ragionamento la parola Chiesa non compare nemmeno in sei delle lettere di Paolo: questo significa che esse non sono state scritte a delle chiese e non vengono per questo lette dai cristiani? In queste sei lettere di Paolo vengono usate altre parole per descrivere la chiesa. In ben sei lettere non li chiama chiesa, ma eletti o santi e quando leggiamo Matteo 24 troviamo la stessa parola " se il Signore non avesse accorciato con i tempi per amore degli eletti" .

In Apocalisse dal capitolo 4 al capitolo 19 troviamo in tutti questi capitoli la parola eletti e la parola santi, la  parola chiesa non c'è ma ci sono gli eletti e ci sono i santi e innanzitutto, come leggiamo, che al centro della grande tribolazione c'è un appello una chiamata ai santi a perseverare e restare fedeli Gesù. Ancor più sorprendentemente la parola “chiesa” manca anche in quei passi che si riferiscono direttamente al “rapimento”, quando i cristiani rivedono Gesù (per esempio, Giovanni 14; I Cor. 15; I Tess. 4-5).

Essa non è presente neanche nella descrizione dei nuovi cieli e nuova terra o della nuova Gerusalemme (Apoc. 21-22). nel giorno del giudizio

Che i cristiani saranno sulla terra durante gli anni del disastroso finale de scritto nei capitoli centrali dell’Apocalisse  è provato decisamente da un commento esplicativo contenuto nel capitolo 14: “Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù” (v. 12).

Se questa frase fosse stata trovata in una delle lettere di Paolo nessuno avrebbe osato dire "la Chiesa non c'è più". L'assenza dei termini chiesa non vuol dire che la Chiesa non ce più, ci sono gli eletti e ci sono i santi e gli viene detto di restare fedeli a Gesù. Se questa non è la chiesa cosa sarà mai la Chiesa? Dobbiamo così cancellare anche la quinta deduzione

 

6)  Il conforto

 

Sesta deduzione: cosa possiamo dire del fatto che ci possiamo confortare  solo se non dobbiamo soffrire ? Questo è un equivoco proprio sul significato della parola conforto. La parola conforto e molto forte e ha dentro di sé la parola forte, con-forte: che significa renderti forte, renderti come una fortezza. Lo Spirito Santo è chiamato: "Colui che conforta". Egli non è venuto a salvare i cristiani dei loro guai e dei loro problemi, ma invece egli è venuto per renderli forti nei problemi. Gesù stesso ha detto: "nel mondo avrete tribolazione" (Giovanni 16:33)

Paolo ha detto ad alcuni sui convertiti  "noi entreremo nel regno di Dio attraverso grandi tribolazioni”(Atti14:22) ,questo non è un messaggio che porta grande conforto ma al contrario porta una vera forza alla chiesa. Non ci può essere nessuna durevole consolazione in una bugia. Una speranza certa e sicura può essere basata solo sulla verità.

Il vero conforto scaturisce dall’ affrontare la verità, l’intera verità della situazione. Molte persone vogliono sentire conforto in frasi così  "certo tu non soffrirai" ma questo non è il vero conforto, il vero conforto è la verità: soffrirete ma potete vincere come un vinto Io. Gesù disse " Il mio Spirito Santo vi dirà cosa dire quando sarete davanti ai tribunali"  (Matteo 10:19,20).

Questo è il vero conforto, che rende forte.

Eliminiamo anche la sesta deduzione rimane solo un ragionamento che era abbastanza forte ma quando perde le altre sei deduzione non rimane abbastanza convincente da solo.

 

7)  L’ira

 

Settima deduzione: "poiché Dio non ci ha destinati ad ira"( 1° Tess. 5:9 ) .

Alla conclusione di questo studio, risulta già evidente e chiaro che i cristiani che saranno in vita in quel periodo dovranno passare per la grande tribolazione . Saranno perseguitati su scala mondiale e soffriranno il martirio in grandi numeri, tuttavia ci sono alcune cose  sulle quali è opportuno  fare delle riflessioni. Anche se ci saranno dei cristiani sulla terra quando saranno versato le coppe dell’ira di Dio, essi sapranno che non è indirizzata loro.

L'ira di Dio è già rivelata dal cielo e noi soffriamo come conseguenze di questa ira . Se leggiamo Romani cap.1 è come leggere le pagine di un giornale odierno : perversione, immoralità, violenza, il peccato che si manifesta nelle forme disgustose e ripugnanti dilaga ovunque . L’ira di Dio si sta già abbattendo su questa società, abbandonandola a se stessa per autodistruggersi, di conseguenza anche i cristiani, che sono senza colpe, stanno soffrendo questa situazione. Noi sappiamo già da ora, che quest'ira non è rivolta contro di noi, ma verso la società corrotta.

Le coppe dell’ira finali, non sono il lago di fuoco ( inferno), non sono il peggio dell’ ira di Dio, i cristiani non saranno toccati dal lago di fuoco. Noi sappiamo che le coppe dell'ira saranno molto brevi in durata potrebbe essere solo una questione di qualche settimana. Quando succederà questo sappiamo che Gesù è molto ma molto vicino. Molti scamperanno dalle conseguenze peggiori fuggendo ai monti o nei deserti dove Dio ha promesso che provvederà per loro. La cosa peggiore che potrà succedere e quella di subire in martirio, ma questo non farà altro che portarci in cielo un poco prima e perciò anche questo aspetto può essere considerato buono.

 

Non ci sarà nulla di peggio a livello personale di quello che è successo ai martiri della chiesa di tutte generazioni. Il fatto che questo sarà universale non rende peggiore la situazione per l'individuo. Ci sono attualmente già migliaia e migliaia di cristiani sulla faccia della terra che stanno già passando la loro grande tribolazione personale. Dio può proteggere il suo popolo anche quando verso le sue coppe dell'ira.

 

Qui una similitudine con le dieci piaghe mandate ai tempi di Mosé all'Egitto. Cosa successe quanto quelle piaghe colpirono gli egiziani e in particolar modo quando il fiume Nilo diventò rosso sangue? Che cosa Dio  disse  al popolo d'Israele? "Io farò la distinzione fra  voi e loro e nessuna di queste piaghe mi colpirà".  Dio non potrebbe ripetere ancora una volta questo miracolo quando verserà le sue coppe di ira ? Non può fare ancora la distinzione fra il suo popolo e gli altri come ha fatto quando ha mandato le piaghe all’ Egitto?  Nonostante stesse riversando la sua ira su tutta la nazione, Dio fu perfettamente in grado di proteggere il suo popolo dai disastrosi risultati.

Forse è esattamente ciò che accadrà durante la “Grande Tribolazione”. Sono in molti ad avere notato le analogie fra i disastri relativi ad essa e le piaghe d’Egitto (anche le locuste! — Esodo 10:13-15; Apoc. 9:3).

Se la donna il Apocalisse 12 rappresenta la chiesa (vedi pag.119-120), di lei ci si “prende cura” in un luogo appositamente “preparato nel deserto, per la durata di un tempo, dei tempi, e la metà di un tempo”, certamente i quarantadue mesi o tre anni e mezzo della Grande Tribolazione (Apoc. 12:14). La sua “progenie” è identificata con “quelli che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù” (Apoc. 12:17; cf. 14:12).

Abbiamo visto che questo è il ragionamento più forte ma quando viene soppesato con la scrittura non è poi tanto forte quanto sembrava. Sei deduzione sono cadute è la settima rimane indebolita e questo che rimane non è sufficiente per formulare una dottrina così importante.

 

La ricompensa della verità

 

Ora vediamo per concludere un altra parte dell'Apocalisse in cui viene rivelato quello che accadrà nel periodo della grande tribolazione, proprio in questi capitoli troviamo un’ulteriore conferma che la chiesa si troverà ancora sulla terra in quel periodo storico. Nel capitolo sette vediamo, in Cielo, due gruppi di persone il 144.000 delle tribù d'Israele e una grande moltitudine, così numerosa che nessuno può contare.

Quest’ ultimo è un gruppo internazionale formato da persone di ogni lingua nazione e tribù che sono in Cielo e che si stanno riposando e non sono più sotto il sole cocente, il sole non riferirà più di giorno. C'è una frase meravigliosa in questo libro " Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi" Apoc. 7:17. Chi sono questi,? Essi sono coloro che hanno sofferto nella grande tribolazione ma ne sono usciti. Ora come hanno fatto ad uscirne? La risposta è semplice: attraverso il martirio.

 

Analizzando bene i verbi usati nella lingua greca questo passaggio si traduce letteralmente così "questi sono quelli che escono fuori della grande tribolazione" Il verbo uscire, nella lingua greca, in quel punto ha due sfumature di significato: innanzitutto descrive che sono stati nella grande tribolazione, cioè vengono da fuori da una corsa dove sono stati dentro, non sono usciti fuori se non prima di essere stati dentro. La seconda sfumatura ci dice che essi, non sono usciti tutti insieme ma che stanno uscendo fuori uno per volta, cioè che stanno uscendo fuori gradualmente in questo periodo della grande tribolazione.

 

Se c'è una cosa chiara nel libro dell'Apocalisse è questa: ci saranno più martiri alla fine della storia della Chiesa che in qualsiasi altro periodo storico di essa. Si potrebbe benissimo intitolare il libro dell'Apocalisse  così .”un manuale per il martirio " “Sii fedele fino alla morte ed io ti darò la corona della vita " non significa sii fedele fino al giorno che morirai, ma sii fedele anche se ti dovesse costare la vita.

In tutta questa parte centrale troviamo i martiri, molti moriranno per la fede, nel capitolo 20 vediamo che sono quegli stessi martiri che poi regneranno con Cristo. Una delle cose che teneva i martiri cristiani pieni di gioia era la promessa dell’Apocalisse che avrebbero regnato con Cristo. Nell'affrontare i giudici umani che li condannavano a morte i primi martiri avevano questo conforto: un giorno io sarò seduto dove tu sei seduto ora a giudicarmi e tu sarai in piedi per essere giudicato da me.

 

Il libro dell'Apocalisse è stato scritto per incoraggiare i credenti ad essere disposti al martirio ad essere disposti a morire anziché dire "Cesare è il signore" ed è per questo che il libro dell'Apocalisse e molto apprezzato da quei cristiani che stanno oggi soffrendo la persecuzione e forse è per questo stesso motivo che i credenti europei trovano così difficile capire questo libro perché  noi non stiamo soffrendo per il Vangelo. Se provassimo ad andare in Cina oggi vedremmo come essi amano questo libro (nel parlamento cinese ci sono 666 seggi...... questo lascia già intendere molte cose). Questo libro è per i credenti sofferenti e li aiuta ad essere fedeli fino alla morte. Se non stiamo soffrendo qual è il motivo perché lo dobbiamo studiare? La risposta è: per prepararci. Conviene studiare ora questo libro, aggiustare le cose nella nostra vita individuale e nella Chiesa, oppure altrimenti non ce la faremo a sopravvivere alla persecuzione futura. Questa non è una teologia accademica questa è teologia pratica , questa è una scrittura pratica per preparare i credenti ad essere vittoriosi fino alla morte.


Proprio nello stesso contesto in cui Gesù descrive quest'ultima e più grande "distretta", Egli dice :"Ecco Io ve l'ho predetto    ( Matteo 24:25). Che grande bontà ha avuto preparandoci in questo modo.

E sicuramente per questo motivo che passi come Matteo 24 e Apocalisse 6—18 si trovano nel Nuovo Testamento: per prepararci al peggio che può avvenire. Così, quando avverrà, saremo capaci di resistere, sapendo che “il meglio ha da venire” e seguirà immediatamente dopo.

Il nostro studio sul “rapimento” si conclude qui.

 

Il lettore potrebbe non essere convinto del ragionamento e delle conclusioni presentate. L’autore potrebbe sbagliarsi, ma preferirebbe sbagliare in questo senso, piuttosto che nell’altro! È certamente meglio avvisare i credenti di essere pronti per la “Grande Tribolazione” e scoprire poi che essi non dovranno attraversarla, piuttosto che dire loro che non hanno bisogno di prepararsi e alla fine scoprire che avrebbero dovuto farlo.

Vera o falsa che sia l’affermazione di alcuni, secondo la quale l’idea di un “rapimento segreto” ha avuto origine da una falsa profezia ( Margaret Mc Donald ), la sua base scritturale estremamente esile dimostra che tale dottrina diventa essa stessa una falsa profezia nel momento in cui viene trasmessa ad altri.

Tutte le false predizioni sono pericolose, ma questa porta in sé particolari rischi per la nostra salvezza finale, per questo motivo incoraggiamo i nostri lettori ad soppesare bene quando è stato trattato, e dove non siamo stati sufficiente chiari e precisi, confidiamo nella luce e nella convinzione che lo Spirito Santo saprà dare alle vostre menti e ai vostri cuori.